Il Sentiment dei Giornali
L'Euforia e il Crollo del 1929 PDF  | Stampa |

L'Euforia del 1929

Il Bull Market del mercato azionario americano degli anni venti, spinto dalla prosperità economica e dalle "nuove tecnologie" di quel periodo come l'automobile e la radio, registro nel 1929 un'accelerazione euforica.
Il mercato era considerato "Invincibile", la propensione al rischio raggiunse livelli estremi con molti speculatori che si indebitavano oltre le loro capacità per acquistare azioni


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Il Crollo del 1929

I primi titoli di giornale dell'epoca ovviamente enfatizzarono il repentino ed imprevisto ribasso, non erano da considerare come un'opportunità d'acquisto ma il segnale che il ciclo del sentiment si era girato e si doveva attendere la capitolazione finale che arrivò solo dopo 3 anni.


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Crollo dell'estate-autunno 1998 PDF  | Stampa |

La crisi del debito dei paesi emergenti, in particolare Russia e Brasile, con il successivo default del primo, provocò nell'estate del 1998 un repentina correzione sui mercati azionari.

I mercati azionari Usa raggiunsero il loro minimo definitivo all'inizio di settembre, in quella settimana la rivista Time se ne usciva con questa copertina.

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Subito dopo i mercati Usa registrarono un recupero seguito parzialmente dagli indici europei.

A distanza di un mese, con il fallimento dell'Hedge Funds Long Term Capital Management i mercati azionari, in particolare europei, subirono un nuovo ed ultimo ribasso.
I minimi di quella fase negativa furono enfatizzati dai seguenti titoli drammatici sui principali quotidiani finanziari e non.

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L'indice S&P 500 nei 6 mesi  successivi (dal 7 Ottobre 1998 al 7 Aprile 1999) registrò un incremento del 34,77%.
Nello stesso periodo il Nasdaq 100 fece una crescita record dell'85%, mentre il Dax solo del 21,55%.

 
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L'Euforia del 2000 PDF  | Stampa |

La Mania di Internet e della New Economy di fine anni 90 enfatizzata dai giornali.

Ci si interrogava sui rischi di una eventuale Bolla Speculativa ma la compiacenza e l'ottimismo erano contagiosi, tutti volevano partecipare alla festa.

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Si era in pieno Boom economico, si parlava di nuovo Paradigma dell'economia, crescita costante senza più recessione, i multipli azionari raggiunsero picchi estremi.
Tiscali, una società internet con un bilancio in perdita raggiunse una capitalizzazione superiore a quella della Fiat.
La rivista Business Week nel mese di Febbraio:

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La ripresa dei mercati azionari durante l'estate del 2000 porta l'ottimismo nuovamente su livelli estremi, all'inizio di Settembre la convinzione che ci sia stato solo un temporaneo stop al Bull Market è consolidata.

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I primi ribassi dell'autunno sono visti come una nuova opportunità  d'acquisto, dopo 5 anni di crescita a doppia cifra era difficile che l'ottimismo si incrinasse facilmente.

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Stava per iniziare un dei peggiori Bear Market della storia, con gli indici azionari che persero in media il 50% del loro valore nell'arco dei 2 anni successivi.

 
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Il Bear Market 2001-2002 PDF  | Stampa |

Marzo 2001

Dopo la prima ondata ribassista all'inizio del 2001, alla fine di Marzo il Time esce in copertina con il simbolo del mercato ribassista.

"Guardare oltre l'Orso", il sottotitolo dichiara "Si, ci ha fatto paura, ma la recessione non è una cosa sicura. Ecco perchè"

A breve ci fù il classico rimbalzo tecnico a seguito dell'estremo pessimismo di fine marzo confermato dalla copertina del settimanale, ma poi la recessione ci fù veramente trascinando a nuovi minimi il mercato azionario.

Se quindi nel breve il "segnale della copertina" ha funzionato, nello stesso tempo il fatto che l'autorevole settimanale non prendesse in considerazione un periodo difficile per l'economia ("la recessione non è una cosa sicura")  si è rivelato comunque un segnale di vendita di medio-lungo termine
.

 

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Sempre a fine Marzo 2001, un settimanale popolare negli Usa pubblica in copertina una gigantografia di un orso con il titolo "La Trappola dell'Orso", ponendo inoltre la seguente domanda: "Può la tecnologia mandare in crisi il resto del mercato e l'economia?". Anche in questo se poi nel breve l'estremo pessimismo manifestato dal settimanale si è rivelato esagerato, con il passare del tempo effettivamente "la tecnologia mandò in crisi il mercato".

 

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Settembre 2001

La tragedia dell'11 Settembre 2001 fu il colpo finale assestato ad un mercato azionario già debole e provocò, considerato l'imprevedibilità dell'evento si assistette al classico "Panic Selling". 
In quel mese i riscatti sui fondi azionari, da parte dei risparmiatori di tutto il mondo, raggiunsero record storici.

Purtroppo fu la classica reazione emotiva ritardata ad un evento seppure tragico ma che era stato violentemente scontato già nei prezzi dei titoli azionari.

 

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Novembre 2001

A distanza di una settimana dall'attacco delle Twin Towers (minimo 21 settembre 2001) i mercati mettono a segno un recupero più consistente rispetto ai precedenti e come conseguenza gli investitori guardano con maggiore fiducia all'anno 2002 che si stà per avvicinare. Il consenso manifestato dagli esperti sull'impossibilità che dopo due anni di ribasso anche il terzo sia negativo era molto elevato, tanto da spingere qualcuno a consigliare di investire anche la riserva. Il 2002 fu al contrario l'anno peggiore, conseguenza degli scandali contabili a cui diede il via Enron nel mese di Febbraio.

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Luglio 2002

Business Week il settimanale economico più importante negli Stati Uniti a fine  Luglio 2002 (minimi assoluti del Bear Market per gli indici Usa) esce con una copertina che nei tre titoli racchiude il massimo del pessimismo e della preoccupazione che colpì gli investitori in quel periodo.
Il titolo "Un Mercato Arrabbiato" e la foto del solito orso (un vero e proprio Grizzly di grossa taglia) campeggia al centro della copertina.
Sopra nella testata ci si preoccupa sulla tenuta dei fondi pensione, tradizionalmente esposti ai mercati azionari, con la seguente domanda "Puoi permetterti di andare in pensione?".
Inoltre il settimanale affronta dal punto di vista fondamentale le difficoltà dei mercati azionari: "Gli investitori stanno riprezzando le azioni in modo che riflettano una più onesta rappresentazione degli utili e del futuro".
I multipli stellari del 2000 erano già un lontano ricordo.


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La rivista Time con la sua uscita del 29 Luglio 2002 insinua dei seri dubbi sulla possibilità che i futuri pensionati riescano, colpa del crollo di borsa, ad avere una pensione. Il futuro finanziario degli Americani è in pericolo.

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L'Economist di metà Luglio: Il capitalismo americano ha preso un botta!

 

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Novembre 2002

Se in un ottica di medio-lungo termine il segnale della copertina  di Business Week si rivelò molto affidabile, nel breve termine il timing invece fù al contrario sfortunato. 
I mercati azionari Usa dopo un veloce rimbalzo durante il mese di Agosto ripresero la discesa, mettendo a segno prima un doppio minimo il 9 Ottobre 2002 e poi un triplo minimo il 12 Marzo 2003.
Questa sequenza di rialzi-ribassi tra la fine dell'Estate 2002 e l'inizio della Primavera 2003 venne interpretata dagli operatori e quindi dai mass-media in maniera diversa, ma sempre contraria al successivo movimento del mercato.

Sui massimi del rimbalzo registrato dai minimi del 9 Ottobre qualcuno comincia a sbilanciarsi sul fatto che il peggio è passato. Se il consiglio fu appropriato in un ottica di lungo termine, nel breve durante no.
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nel primo trimestre 2003 la pazienza degli investitori venne ancora duramente messa alla prova, in particolare i mercati azionari europei toccarono nuovi minimi storici nella seconda settimana di marzo 2003.

 
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2003 Inizia la ripresa PDF  | Stampa |

Gennaio 2003

Della serie: "il mercato non riparte quando tutti se lo aspettano!"
Dopo la ripresa dai minimi dell'Ottobre 2002 sempre più gestori, tramite le loro interviste, esortano all'acquisto sul mercato azionario. Se in un'ottica di lungo termine il consiglio si è rivelato giusto nel breve il timing è stato particolarmente sfortunato. Quanti risparmiatori hanno comprato all'inizio dell'anno per poi vendere sui minimi di Marzo? Probabilmente molti.


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Febbraio 2003

A metà Febbraio 2003, l'autorevole settimanale economico The Economist si chiede "quanto profondo sia il baratro" in cui sembra precipitare l'economia occidentale. Era la conferma che il peggio era alle spalle, l'investitore "contrarian" doveva sfruttare i successivi ribassi di inizio Marzo per acquistare azionario.

 

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Marzo 2003

Durante le prime operazioni belliche da parte dell'esercito Usa e dei suoi alleati in Iraq i mercati azionari cominciano a dare i primi segnali d'inversione.
Dopo diverse false partenze dei precedenti 2 anni, che avevano portato subito dopo i mercati a nuovi minimi, i principali esperti sono diffidenti che il mercato possa finalmente riprendersi. Ed invece questa volta il timing è quello giusto.

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Il 12 marzo 2003 i mercati azionari mondiali segnarono i minimi del Bear Market e nell'incredulità generale iniziarono un percorso di oltre 4 anni, che li portò per molti di loro a raggiungere i massimi del 2000.

 
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